
Pippa e la Sarta delle nuvole
Pippa cuce nuvole per ogni giornata e trova bellezza nella pioggia e nel sole.
Scopri il libro →
Marty TalefoxLibri per tema · emozioni
Spesso un bambino riconosce un’emozione nel volto o nella postura di un personaggio prima di saperla spiegare a parole. I libri sulle emozioni possono rendere visibili rabbia, paura, gioia, delusione o solitudine senza chiedere subito al bambino di parlare di sé.
Storie da scoprire
Qui le emozioni influenzano scelte, relazioni e incomprensioni dei personaggi, diventando parte naturale dell’avventura.

Pippa cuce nuvole per ogni giornata e trova bellezza nella pioggia e nel sole.
Scopri il libro →
Un sassolino silenzioso trova la sua voce e scopre che il suono più piccolo può unire tutto il bosco.
Scopri il libro →
Lettere, piccoli misteri e un timido corriere notturno che scopre che ogni voce merita ascolto.
Scopri il libro →
Dieci avventure riccamente illustrate in 96 pagine su coraggio, gentilezza e il ritorno a casa del giardino addormentato.
Scopri il libro →Una guida gentile per gli adulti
Parlare di un personaggio crea una distanza utile. Il bambino può riflettere su Pippa o Pebble senza dover raccontare subito qualcosa di personale.
Una domanda aperta come «secondo te come si sente?» lascia più spazio di una domanda che contiene già la risposta.
Resta prima dentro la storia e lascia che il bambino faccia collegamenti personali se vuole.
Si può essere nervosi e curiosi, tristi e sollevati nello stesso momento.
A volte notare e nominare un’emozione è già abbastanza.
Per le famiglie
Spesso funzionano meglio le storie in cui l’emozione nasce da una situazione reale per il personaggio, non da un semplice elenco di sentimenti.
Molto presto: i bambini rispondono a volti, gesti e tono della voce prima di conoscere tutti i nomi delle emozioni.
No. Gioia, orgoglio, curiosità e sollievo meritano spazio quanto paura e rabbia.
No. Una sola domanda aperta o un commento su un’immagine può bastare.
Dal diario
Perché una storia può rendere visibile un’emozione senza mettere il bambino sotto pressione.
Leggi l’articolo →